Villino Sarno
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Positano

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La vita turistica di Positano possiamo dire che ha inizio dall’anno 1890, quando fu ultimata la strada costiera che congiunge Positano da un lato con Salerno, dall’altro con Sorrento e Napoli.

I primi visitatori sono stati pittori, scrittori, artisti e nobili benestanti dell’epoca, soprattutto stranieri, che hanno soggiornato in paese, affascinati dalle bellezze del posto.

Fra il 1930 e il 1940 Positano fu il rifugio preferito da tanti profughi, questo piccolo borgo marinaro fu un’oasi di libertà e di civiltà in un momento in cui imperversava una terribile guerra.

La maggior parte di questi rifugiati erano intellettuali: attori, scrittori, musicisti di varie nazionalità, per cui Positano ebbe in quel periodo, una vita culturale di grande importanza e di notevole spessore. La sera si riunivano sui terrazzi delle varie abitazioni e improvvisavano concerti, convegni letterari e culturali.  Si respirava un’aria di una cultura raffinata, nobile che dava al paese l’atmosfera di un ambiente fine, internazionale, unico.

Nessun’altro posto in costiera o forse addirittura in Italia poteva competere con Positano.

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Storie e Tradizioni.

Nel 1943, quando il fronte si spostò a nord di Napoli, Positano fu destinata dal comando anglo – americano come località di riposo per gli ufficiali dell’esercito e della marina e Capri per gli ufficiali dell’aeronautica.

Questo avvenimento segnò l’inizio di un’ascesa qualitativa che portò questo borgo marinaro fra le località turistiche più note in campo internazionale. Fu così conosciuta dall’ élite dell’esercito inglese e americano che, appena congedati, tornarono con le rispettive famiglie, per le loro vacanze.

Ben presto fu meta di un turismo d’élite di prima qualità. Grazie a questi personaggi gli anni ‘40 furono gli anni magici che segnarono una svolta

decisiva e irreversibile, crearono cioè le basi solide del suo futuro turistico, non solo, crearono anche quell’atmosfera magica che fonde il reale con il surreale, la fantasia con la realtà portandoci in un mondo magico unico nella sua essenza e nel suo modo di essere.

La nostra vecchia padrona di casa era una nobildonna del Nord Italia, la Pinuccia Massimiano il cui ricordo alla sua morte fu scritto da Camilla Cederna, sua amica, sull’Espresso negli anni ‘80, aveva conoscenze tra gli attori del periodo cinematografico dei “telefoni bianchi”, nelle stanze c’erano le foto di Brigitte Bardot a lei dedicate; nei racconti di mia madre, a settembre a sue spese organizzava “Lo sbarco dei Saraceni” travestendo appunto da saraceni i marinai del posto ed allestendo tavolate di cibo per tutti.

Una grande delusione d’amore la portò a vendere casa per andare via da Positano e così negli anni ‘60 la mia famiglia acquistò questa casa, un piccolo rifugio famigliare lontano dagli obblighi cittadini.

Usanza era camminare scalzi, liberi in questi stretti vicoli, correndo su e giù per la “scalinatella” per andare a nuotare nel nostro mare cristallino. La rivoluzione culturale di quegli anni attirò in paese personalità come Rudy e Vali Mayers custodi del Vallone Porto, Shawn Phillips cantautore texano che amava intrattenere noi ragazzi alla “Buca”, oggi “La pergola”, con la sua musica; già Léonide Massine era proprietario dell’isola de Li Galli, acquistata poi da Rudolph Nureyev, e dalla terrazza di casa assistevamo alla rassegna “Moda Mare Positano” con ospiti d’onore quali Ornella Vanoni, Alberto Sordi e Marcello Mastroianni. Durante la prima settimana di settembre a Palazzo Murat si svolgeva il “Premio Positano per la danza” con celebrità come Carla Fracci, Eduardo De Filippo, Vittorio De Sica e Gregory Peck.

In quel periodo potevi incontrare in “Piazzetta” artisti come Totò, le sorelle Kessler, Arbore, Mastroianni e Zeffirelli, proprietario di Villa treville, oggi di nuovi proprietari che ne hanno fatto un resort di lusso.